Sciopero nazionale del 12 dicembre 2025

Sciopero nazionale del 12 dicembre 2025.L’Italia si è fermata.
Non per un emergenza, non per un evento naturale: milioni di lavoratrici e lavoratori hanno incrociato le braccia per l’intera giornata. È stato lo sciopero generale indetto dalla CGIL, la più grande confederazione sindacale italiana, contro la Legge di Bilancio 2026 approvata dal governo guidato da Giorgia Meloni con il sostegno del mio leader politico, Matteo Salvini. CGIL+1

Io, Jessica Bernardo Ciddio, militante e attivista politica, voglio raccontare questa giornata dal mio punto di vista personale, con chiarezza, cuore e responsabilità. Perché parlare di lavoro, diritti, economia e futuro non è uno slogan da manifestazione: è la realtà di milioni di italiani.


Perché c’è stato lo sciopero generale

Le ragioni sindacali della mobilitazione

Secondo la CGIL, lo sciopero è stato proclamato per protestare contro una legge di bilancio che il sindacato giudica “ingiusta, sbagliata e insufficiente” per i lavoratori, i pensionati, i giovani e chi vive con redditi fissi. Sky TG24

Le richieste principali avanzate dal sindacato sono state:

  • Aumento di salari e pensioni;
  • Stop all’innalzamento dell’età pensionabile;
  • Contrasto alla precarietà nel lavoro;
  • Una riforma fiscale equa e progressiva;
  • Investimenti in sanità, istruzione e servizi pubblici. CGIL

La CGIL ha visto in questa manovra un’occasione mancata per affrontare problemi strutturali che, secondo loro, affliggono l’Italia da anni.


Come si è svolta la giornata di sciopero

 Stop ai servizi e manifestazioni in tutta Italia

La mobilitazione ha riguardato quasi tutti i settori pubblici e privati, con un fermo totale dal primo mattino fino alle ore serali. Sky TG24

Il trasporto pubblico ha subito forti disagi: treni regionali e a lunga percorrenza, autobus e tram si sono fermati o hanno viaggiato a singhiozzo. Le metropolitane in città come Milano e Napoli sono rimaste chiuse per gran parte della giornata, e molte scuole hanno annunciato la chiusura oppure servizi ridotti. ANSA.it

In decine di piazze da Nord a Sud, centinaia di migliaia di persone si sono radunate sotto gli striscioni sindacali, accompagnando il corteo con slogan, bandiere e messaggi contro il governo. Secondo le stime diffuse dalla CGIL, l’adesione allo sciopero è stata molto alta, con oltre il 60% dei lavoratori che hanno partecipato alla protesta, e oltre mezzo milione di persone scese in piazza. Sky TG24+1

 Il confronto politico: scontro Landini – governo

 Le parole di Maurizio Landini

Il segretario generale della CGIL, Maurizio Landini, ha definito la manovra inadeguata alle reali esigenze del paese, denunciando la stagnazione dei salari, l’incapacità di affrontare la precarietà, e la necessità di maggiore spesa pubblica nei servizi essenziali. ANSA.it

Dal palco di Firenze, una delle piazze più grandi della giornata, Landini ha rilanciato la proposta di una raccolta firme per una legge di iniziativa popolare sulla sanità pubblica, oltre ad annunciare nuovi percorsi di mobilitazione. Sky TG24


 La reazione del governo e di Matteo Salvini

Dal lato governativo, e in particolare da parte del vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, la risposta è stata netta: lo sciopero è stato definito “irresponsabile” e potenzialmente dannoso per l’economia, soprattutto perché è caduto in un venerdì pre-natalizio, con l’Italia impegnata nella fase di rilancio economico post-pandemia e nella gestione di sfide internazionali. Virgilio.it+1

Salvini ha anche sottolineato come i disagi siano stati comunque contenuti e ha voluto ringraziare i lavoratori delle Ferrovie dello Stato che sono rimasti operativi per garantire i servizi minimi. ANSA.it

Il mio punto di vista: perché sostengo Salvini e il governo

In una giornata così complessa e divisiva come questa, sento il bisogno di parlare con sincerità e responsabilità.

 Sì alle proteste, ma l’Italia non si può fermare

Credo profondamente nel diritto alla protesta, nel fatto che chi lavora debba poter esprimere le proprie ragioni, in modo civile e democratico. Tuttavia penso anche che uno sciopero generale che paralizza il paese intero in un giorno strategico come un venerdì pre-natalizio sia una scelta che rischia di fare più danni che benefici per l’economia e per chi vive di lavoro quotidiano.

Il nostro paese ha bisogno di più lavoro, più produttività e più fiducia nelle istituzioni. Bloccare trasporti, scuole e servizi non spinge automaticamente verso soluzioni migliori.


Salvini: un leader che risponde alle sfide reali

Da militante, vedo in Matteo Salvini un leader capace di interpretare l’altra faccia della protesta: quella della responsabilità.

Salvini non nega le difficoltà reali dei lavoratori, delle famiglie e dei pensionati. Sa che la legge di bilancio potrebbe non soddisfare tutte le aspettative — nessuna manovra economica lo farebbe mai — ma sa anche che non si può fermare il paese per ottenere visibilità mediatica.

La sua posizione riflette una visione di equilibrio tra crescita economica e stabilità sociale, in cui le proteste vanno ascoltate, ma non devono diventare strumento di paralisi.


 Guardare avanti: l’Italia che funziona

Secondo me, la reale sfida non è l’astensione dal lavoro per un giorno:
la vera sfida è costruire condizioni di lavoro migliori, far sì che chi studia resti in Italia, aumentare salari e opportunità, sostenere le famiglie e gli anziani.

Questo richiede azioni concrete e stabili, non solo una giornata di protesta.

Il Governo — con Salvini — sta lavorando per tenere insieme questi obiettivi, cercando di affrontare:

  • il rilancio dell’economia interna;
  • la semplificazione delle procedure burocratiche;
  • l’incentivazione delle imprese;
  • la sicurezza nelle infrastrutture;
  • politiche per famiglie e giovani.

Serve dialogo, non paralisi

La giornata del 12 dicembre 2025 resterà nella storia come una delle mobilitazioni più importanti dell’anno. Ha messo in evidenza malcontenti, richieste sociali, contraddizioni profonde del nostro paese.

Ma io credo fermamente che il futuro dell’Italia non si vince bloccando l’Italia.
Si vince ascoltando, migliorando, innovando.

Salvini, con la sua posizione, ha offerto un messaggio chiaro: non si può andare avanti solo denunciando, bisogna proporre soluzioni concrete e sostenibili.

Lo sciopero ha mostrato una parte dell’Italia.
La crescita e la responsabilità devono rappresentare l’altra parte.

E io, da militante, sto con chi costruisce, non con chi ferma.

Grazie