Oggi, 19 settembre 2026, sono nuovamente in viaggio verso Pontida. Ogni anno questo appuntamento rappresenta per noi militanti della Lega qualcosa che va oltre una semplice manifestazione politica. È il momento in cui ci incontriamo, ci confrontiamo e ritroviamo quella forza che nasce dal sentirsi parte di una comunità unita dagli stessi valori. Mentre percorro la strada che mi porterà a Pontida, penso alle persone che incontrerò, alle esperienze vissute durante l’anno e alle nuove indicazioni che riceveremo. Partecipare significa esserci concretamente, con la propria voce, il proprio impegno e la volontà di contribuire alla costruzione del futuro del nostro movimento.
Non è soltanto un raduno politico
Pontida è un luogo simbolico, ma soprattutto è un punto di incontro tra i militanti, i rappresentanti del territorio e la dirigenza della Lega guidata da Matteo Salvini. Qui possiamo ascoltare ciò che è stato realizzato, comprendere quali difficoltà sono state affrontate e conoscere gli obiettivi sui quali lavorare nei mesi successivi. Non si tratta solamente di assistere a degli interventi dal palco, ma di condividere una visione politica e umana. Ogni persona porta con sé la realtà del proprio territorio, i problemi incontrati quotidianamente e le richieste dei cittadini. Pontida permette a tutte queste esperienze di incontrarsi e di diventare una forza comune.
Il viaggio verso lo scopo
Anche il viaggio fa parte dell’esperienza. Mentre mi avvicino a Pontida, sento crescere l’emozione e il desiderio di ritrovare persone conosciute durante gli anni di militanza. Alcune arrivano dalla Lombardia, altre attraversano l’Italia per partecipare a questo appuntamento. Ognuna affronta chilometri, impegni e sacrifici perché crede nell’importanza di essere presente. In un periodo nel quale molte persone osservano la politica da lontano e pensano che il proprio contributo non possa cambiare nulla, la partecipazione dei militanti dimostra esattamente il contrario. La politica vive quando le persone decidono di esserci, di ascoltare e di assumersi una responsabilità.
Guardare ciò che è stato fatto e preparare il futuro
Uno degli aspetti più importanti è la possibilità di fare il punto sul lavoro svolto. Durante l’anno vengono prese decisioni, affrontate difficoltà e portate avanti battaglie che riguardano la sicurezza, il lavoro, le famiglie, i territori e l’autonomia. È necessario fermarsi, verificare i risultati raggiunti e comprendere ciò che deve ancora essere migliorato. Questo incontro serve anche a questo: ascoltare, valutare e ricevere nuove indicazioni per continuare il lavoro politico con maggiore chiarezza. Non tutto può essere risolto immediatamente, ma ogni risultato nasce dalla capacità di mantenere una direzione, imparare dagli errori e non smettere di impegnarsi.
La forza dei militanti della Lega
La sua vera forza nasce dai militanti che lavorano ogni giorno nei territori, partecipano alle iniziative, incontrano i cittadini e ascoltano problemi che spesso non trovano spazio nel dibattito nazionale. Essere militante significa dedicare tempo, energie e attenzione a qualcosa in cui si crede. Significa anche affrontare critiche e difficoltà senza rinunciare alle proprie idee. Quando arrivo a Pontida e vedo tante persone riunite nello stesso luogo, ritrovo il senso di questo impegno e comprendo ancora una volta quanto sia importante non sentirsi soli.
Ascoltare per comprendere meglio il territorio
Questo viaggio è anche un’occasione di ascolto. Ascoltare gli interventi, incontrare altri militanti e conoscere ciò che accade in territori diversi permette di osservare la realtà da più punti di vista. Ogni città possiede esigenze specifiche, ma molte difficoltà sono comuni: la preoccupazione per il lavoro, il bisogno di sicurezza, la tutela delle famiglie, il costo della vita e la necessità di istituzioni più vicine alle persone. Il confronto serve a trasformare questi bisogni in proposte concrete. La politica, quando rimane collegata alla vita quotidiana, può diventare uno strumento reale per rappresentare le persone e trovare soluzioni ai loro problemi.
Perché continuo a partecipare
Partecipo a Pontida perché credo che limitarsi a criticare dall’esterno non sia sufficiente. Se desideriamo cambiare qualcosa, dobbiamo trovare il coraggio di partecipare, informarci e mettere a disposizione il nostro contributo. Non è sempre semplice e non significa condividere ogni parola senza porsi domande. Essere presenti significa anche osservare con attenzione, confrontarsi e continuare a cercare risposte. La militanza, per me, è fatta di convinzione, responsabilità e desiderio di costruire. Ogni volta che ritorno ritrovo le ragioni che mi hanno portata ad avvicinarmi alla politica e a credere nella possibilità di fare la propria parte.
Da Pontida verso le prossime sfide
Da Pontida torneremo nei nostri territori con nuove indicazioni, maggiore consapevolezza e obiettivi sui quali lavorare. Gli incontri politici hanno valore quando ciò che viene ascoltato si trasforma in presenza, dialogo e azioni concrete. Le parole pronunciate durante queste giornate dovranno diventare impegno quotidiano, attenzione verso i cittadini e capacità di affrontare le prossime sfide senza perdere il contatto con la realtà. So che incontrerò persone diverse, ascolterò esperienze importanti e tornerò con nuovi pensieri sui quali riflettere. Pontida 2026 è ancora una volta il luogo nel quale la militanza diventa incontro e la partecipazione si trasforma in energia. Per me esserci significa confermare una scelta: continuare a impegnarmi, portare la mia voce e ascoltare quella degli altri, perché la politica può avere valore soltanto quando rimane vicina alle persone e ai loro bisogni reali.
Grazie
Jessica Bernardo Ciddio