La tutela legale delle Forze dell’Ordine.Questa settimana in Italia si è riacceso il dibattito sulla tutela legale delle Forze dell’Ordine e credo sia fondamentale parlarne con chiarezza e responsabilità.
Non si tratta di slogan o di facili divide, ma di confrontarsi seriamente con una realtà complessa: come garantire sicurezza ai cittadini e protezione legale a chi ogni giorno rischia la vita per servirci?
Cos’è successo
Negli ultimi giorni il governo italiano ha avanzato modifiche al “decreto sicurezza” che prevedono, tra le altre cose:
- l’introduzione di un cosiddetto “scudo penale” per gli agenti, cioè la possibilità di evitare l’iscrizione automatica nel registro degli indagati quando svolgono il proprio servizio;
- l’ipotesi di introdurre il fermo preventivo per manifestanti considerati pericolosi prima che inizi una protesta;
- una forte spinta politica, con gazebo e raccolte firme in diverse città, per sostenere queste misure.
La tutela legale delle Forze dell’Ordine-Perché ne parlo in prima persona
Da cittadina e da osservatrice attenta delle cose pubbliche, credo che il nodo non sia proteggere o non proteggere le nostre Forze dell’Ordine: lo dobbiamo fare sempre. Ma non possiamo ignorare il fatto che questo tema tocchi questioni costituzionali e di stato di diritto.
L’uso della forza legittima da parte degli agenti è già regolato, ma l’idea di creare automatismi che tolgano certi livelli di tutela procedurale rischia di creare edifici normativi divisivi e di alimentare polarizzazioni. La tutela legale non deve essere uno strumento per limitare responsabilità; deve essere un modo per garantire a un agente di poter difendersi quando agisce correttamente, e non un lasciapassare per ogni comportamento controverso.
Due visioni in conflitto
Da una parte abbiamo chi sostiene che norme come lo “scudo penale” siano una forma di rispetto per chi rischia la pelle, per far sì che l’agente non venga stigmatizzato su basi mediatiche senza una reale valutazione dei fatti. Dall’altra, ci sono preoccupazioni legittime sul fatto che misure del genere potrebbero indebolire la fiducia nel sistema di giustizia, soprattutto se percepite come privilegi ingiustificati.
La mia posizione
Io credo nella tutela di chi serve lo Stato, ma anche nel rispetto delle garanzie costituzionali, nella trasparenza e nel principio che nessuno, nemmeno chi indossa una divisa, è al di sopra della legge.
Una vera politica della sicurezza deve:
📍 proteggere la popolazione;
📍 tutelare il lavoro e la dignità di chi opera in strada;
📍 garantire un giusto equilibrio tra potere e responsabilità.
Solo così possiamo costruire una società più forte, giusta e sicura per tutti.
Grazie
Jessica Bernardo Ciddio