Nel dibattito pubblico sul referendum giustizia stanno circolando numerose informazioni distorte. Per questo è necessario smontare le principali bugie del NO e riportare il confronto su dati e contenuti reali della riforma.
Tra le bugie del NO più diffuse c’è quella secondo cui la riforma stravolgerebbe la Costituzione. In realtà, la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri è coerente con i principi costituzionali e punta a rafforzare il giusto processo, garantendo un giudice sempre più terzo e imparziale.
Un’altra delle bugie del NO riguarda il presunto controllo politico sul pubblico ministero. La riforma, invece, mantiene autonomia e indipendenza del PM, prevedendo semplicemente percorsi professionali distinti per evitare condizionamenti tra chi accusa e chi giudica.
Tra le bugie del NO compare anche l’idea che la riforma riduca l’indipendenza della magistratura. Al contrario, la separazione delle carriere interviene sugli aspetti organizzativi e sugli avanzamenti professionali, con l’obiettivo di rafforzare trasparenza, autonomia e imparzialità del sistema giudiziario.
Infine, un’altra delle bugie del NO è quella che descrive il referendum come un intervento a favore della politica. La riforma non modifica reati né indagini, ma intende garantire processi più equi e una giustizia davvero terza, a tutela dei cittadini.
Fare chiarezza sulle bugie del NO significa consentire ai cittadini di informarsi correttamente e partecipare al voto con maggiore consapevolezza.
Grazie
Jessica Bernardo Ciddio
